“Il punto” la rubrica dedicata ai lavoratori delle installazioni Telefoniche
Cari amici e colleghi, questo è il primo appuntamento che, come Responsabile degli Appalti Telefonici, mi dà la possibilità di poter fare il punto della situazione sul comparto delle Installazioni Telefoniche. Questa rubrica, è uno dei tanti momenti che ci impegnerà nel lungo percorso che avrà come oggetto un vero e proprio Progetto per le InstallazioniTelefoniche,improntato su un nuovo modello di relazioni tra i Lavoratori e chi modestamente li rappresenta. Sarà una strada lunga e piena di difficoltà durante la quale accetterò volentieri i vostri suggerimenti e le vostre critiche. Grosse novità ci saranno nei prossimi mesi nel settore delle InstallazioniTelefoniche, sulle quali vi aggiornerò di continuo con informazioni di carattere generale e, con la valida collaborazione delle RSU, faremo il punto della situazione per ogni singola azienda. Questo settore, dopo le continue trasformazioni subite negli ultimi anni, con grosse perdite di posti di lavoro e continui ricorsi agli ammortizzatori sociali, ha trovato una “relativa e stranastabilità”, dovuta anche alla espansione di nuove Compagnie Telefoniche. Tutto questo ha prodotto una generale stabilità della occupazione nel comparto, ed ha creato nuovi posti di lavoro che purtroppo, data la varietà delle attuali forme contrattuali, ad esempio”lavori a progetto”, ridimensionano di molto la tutela che il Sindacatodeve per diritto fornire a questi Lavoratori, ai quali se ne associano altre migliaia che fanno parte dello oscuro mondo del “sub-subbappalto” e dei “call center”, addirittura privi di ogni tutela e sottoposti ad ordini di lavoro giornalieri . Bisogna stare attenti quindi al proliferare di questi fenomeni che dovrebbero e devono essere monitorati frequentemente, per evitare che le aziende del settore, approfittando di mano d’opera a basso costo e con la compiacenza del “governo amico”, provino di nuovo ad impegnarci nella infausta gestione di” esuberi e ammortizzatori sociali”. Abbiamo già dato. A tal proposito ho notato, con grossa soddisfazione, che nelle proposte delle Organizzazioni Sindacali, per il rinnovo del contratto di settore TLC, ci sia un riferimento significativo agli Appalti Telefonici, segno di un dovuto riconoscimento al settore che tutti gli addetti ai lavori riteniamo la “spina dorsale” delle telecomunicazioni. Anche nelle aziende che adottano ancora come riferimento il “contratto metalmeccanico”( Sirti, Sielte, Site, Valtellina, etc, etc ), si lavora su tecnologie avanzate improntate sul sistema “banda larga”, “ radiomobile”,sulle “trasmissioni in fibra ottica”, informatizzazione dei sistemi bancarie di istituti scolastici, remotizzazione di aziendepubbliche e private, che non sono più, a mio avviso,attività disciplinabili dal contratto di lavoro in essere, in imprese dove ogni lavoratore è generalmente dotato dei più sofisticati e tecnologicamente avanzati strumenti per l’esercizio delle proprie mansioni, allo scopo di essere sempre più qualificato e rispondere ad un mercato del lavoro altamente tecnologico e competitivo, dove l’unica forma di “miglioramento economico” riconosciuta ai Lavoratori è il ricorso sistematico allo straordinario, approfittando delle precarie condizioni economiche della stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti che altrimenti non arriverebbero a fine mese, e al ricorso massiccio, per motivi di miglioramento della produttività, alla terziarizzazione delle attività, a discapito della qualità del lavoro, della qualità della vita e della sicurezza sui posti di lavoro. Questo rafforza sempre di più la mia convinzione che è arrivato il momento di fare il salto di qualità e dare agli addetti di questo settore, la possibilità di avere una forma contrattuale degna delle mansioni che essi svolgono. Non è più tollerabile trovare sullo stesso posto di lavoro, personale ( Telefonico e Metalmeccanico), che pur lavorando in quotidiana sinergia, hanno modelli contrattuali diversi e che per strategie imprenditoriali, improntate sulla continuità del lavoro, viene diviso suo malgrado quando è il momento della rivendicazione dei propri diritti. Vorremmo infine la possibilità di poterci confrontare sullo sviluppo delle attività del settore e nei momenti di crisi occupazionale, anche con le aziende di gestione, (Telecom, Fastweb, Teledue, Tiscali,etc,etc ), che determinano di fatto l’occupazione e l’economia di questo settore. Abbiamo il dovere di provarci. Uniti non sempre si vince ma è meglio.
Vincenzo De Rosa
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FISTEL CISL NAPOLI
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