Dopo estenuanti trattative che hanno visto impegnate le O.O.S.S, in un lungo confronto con la direzione aziendale della Sirti , avente oggetto il piano industriale, con la ricapitalizzazione e la ristrutturazione del debito e le ricadute occupazionali ad esso collegate, si è arrivati ad una svolta. Il 3 agosto potrebbe esserci la firma dell’ accordo di cigs per crisi aziendale per 550 lavoratori dichiarati in esubero strutturale. Le ultime limature che riguardano sostanzialmente il sostegno al reddito per i lavoratori interessati dal provvedimento, sono fondamentali per il buon esito dell’accordo. Non entrerò nel merito tecnico della vertenza in quanto ampio risalto è stato dato dalle RSU e dalle strutture territoriali della Campania che hanno ribadito ancora una volta, alla direzione aziendale, che l’applicazione del provvedimento resti finalizzato alla platea dei lavoratori che con percorso incentivato matureranno i requisiti per la pensione. Ma l’aspetto che più mi preoccupa è il cambio dello scenario economico e delle relazioni sindacali che riguarda tutto il mondo delle TLC. Dopo la nota vicenda di Telecom Italia, che riporta nel girone infernale degli esuberi i suoi lavoratori e di riflesso quelli dell’indotto, la Sirti, impresa leader degli appalti telefonici, dichiara una crisi aziendale dovuta per la quasi totalità, dalla forte esposizione debitoria verso le banche, dopo che gli azionisti hanno fatto “banchetto” con circa 270 ml di euro circa un anno addietro. Allora, a parer mio,è necessario ripensare e rivedere le strategie sindacali per questo settore. La vertenza Sirti, rappresenta una anomalia rispetto alle vertenze in atto con le altre imprese del settore, in crisi profonda a causa di un vero calo di commesse, diversamente, stavolta siamo stati chiamati al capezzale di un” moribondo finanziario”, ma con ancora buoni battenti di lavoro e con ottime prospettive future tanto da accogliere le richieste sindacali alla riconferma di circa 500 lavoratori assunti precedentemente con contratti a termine. Abbiamo avuto grosse difficoltà nello spiegare ai lavoratori di questa impresa che il mix lavorativo tra nuovi assunti e la fuoriuscita dei lavoratori aventi i requisiti per l’accesso alla pensione con percorsi incentivati, abbatte di fatto il costo del lavoro e garantisce le flessibilità necessarie per rispondere alle esigenze del cliente e l’occupazione giovanile . Impossibile far digerire alla terza platea, lavoratori che non hanno nessun tipo di requisito se non quello di essere padri di famiglia che non arrivano alla fine del mese, che devono accettare un percorso di ammortizzatori sociali in presenza di uso massiccio del subappalto. Ho già scritto a riguardo durante la vicenda dei lavoratori del cantiere di Benevento e non mi ripeterò ma non bisogna esagerare. Tutto questo avrà grosse ripercussioni sul mondo sommerso o quasi delle imprese di subappalto. E’ necessario in questo momento far rientrare pezzi di attività per garantire il lavoro ai dipendenti della Sirti ed evitare ulteriori tensioni in un comparto già gravato dalle sofferenze dei lavoratori delle altre imprese (Sielte , Site, Valtellina etc) e con altre in proroga di cigs, per le quali non è prevista ulteriore copertura per il 2011. Nella attesa di una ripartenza che non avverrà in tempi brevi, impegnarci seriamente con il coinvolgimento di tutti gli enti preposti,(comune,regione, etc ), all’assistenza dei lavoratori dell’indotto composto da aziende piccole e piccolissime, individuando, laddove ci fossero i fondi e le possibilità, un percorso finalizzato all’utilizzo di eventuali ammortizzatori sociali e di conseguenza alla regolarizzazione di un grosso numero di lavoratori derivante dalla domanda di assistenza dovuta solo ad imprese regolari. Questo dovrebbe impedire inoltre ,ulteriori abbattimenti dei prezzi delle commesse non essendoci più o quasi, manodopera in nero o riciclata con lavoratori in mobilità e avremo al momento della ripartenza la giusta percezione del fenomeno per meglio tutelare,integrare e affiancare i lavoratori di tutto il comparto. Abbiamo il dovere di provarci e ci proveremo .Questo è un percorso arduo e molto impegnativo ma che bisogna assolutamente affrontare per evitare il “corto circuito” che potrebbe innescare grosse tensioni sociali .
Vincenzo De Rosa
R
FISTEL CISL NAPOLI
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