Coordinamento Unitario Fondazioni Lirico Sinfoniche
Il Ministro Bondi rispondendo alla Camera ad una interrogazione riferita alle Fondazioni Lirico Sinfoniche ha dimostrato la sua totale non conoscenza del Settore e ha reso palese per l’ennesima volta, l’inadeguatezza al ruolo che svolge.
Le argomentazioni del Ministro e degli interroganti sono del tutto errate e non rispondono affatto alla realtà.
Si parla di deficit che sarebbero causati dal costo del personale quando invece sono dimostratamene dovuti ai ripetuti tagli al FUS per il settore e alle incapacità manageriali-gestionali di buona parte dei dirigenti. Al contrario, il personale percepisce stipendi tra i più bassi d’Europa e le sovvenzioni pubbliche per i teatri italiani sono di molto inferiori a quelle dei teatri europei.(è assolutamente falso che il salario annuale medio dei professori d’orchestra sia di 70-80.000 euro)
Parlare della spesa del 70 per cento per il personale come di uno scandalo significa chiaramente non capire nulla di quale sia la funzione del lavoro in questo Settore in cui i lavoratori sono i produttori e il loro lavoro in sé costituisce il “prodotto” finale: sono proprio i complessi artistici (orchestre cori e corpi di ballo), le maestranze e i tecnici il vero patrimonio di un teatro, l’elemento creativo essenziale, senza il quale non può esistere lo spettacolo dal vivo e, malgrado le esigue risorse pubbliche e private destinate al Settore nel nostro Paese, questi lavoratori continuano a dimostrarsi tra i migliori nel mondo.
In realtà si cerca da più parti di far implodere il Settore con micidiali tagli e commissariamenti, mettendo “pezzi“ della produzione culturale gli uni contro gli altri (per indurre una “guerra tra poveri”), illudendo poi, con ripetute dichiarazioni di fonte ministeriale del tutto disattese, che parte del Fus sarebbe stato recuperato a breve: a tal proposito il Ministro e il Capo di Gabinetto ne dovrebbero trarre le dovute conseguenze e dimettersi. Non solo non è stato reintegrato il Fus ma non sono nemmeno state adottate quelle iniziative, volte al risparmio e all’ottimizzazione delle risorse, che sono previste tra i compiti del Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo fin dal ’96: proprio al Direttore Generale, col Decreto del medesimo Ministero del 28/2/’06 (Disposizioni in materia di coordinamento delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche - G.U. n,73/2008-), è stata demandata l’istituzione della Conferenza dei Sovrintendenti, che invece, a distanza di oltre due anni, si continua volutamente a non far esistere.
Al contrario riscontriamo che il Capo di gabinetto-Direttore Generale e pluri-Commissario, assecondato dal Ministro, ha favorito divisioni e contrasti all’interno dell’ANFOLS ostacolando con tutti i mezzi il confronto istituzionale tra le parti sociali finalizzato alla riforma del settore e boicottando (al di là della propaganda e delle interrogazioni dei vari Cicchitto Scandroglio e company sul costo del lavoro e l’innovazione contrattuale), il rinnovo del CCNL.
Infatti, non solo il tavolo istituzionale che doveva essere attivato già nel dicembre 2008 non esiste ancora (e si continua a non fare nulla per renderlo operativo malgrado le continue istanze delle parti sociali e le indicazioni venute
in tal senso anche da una risoluzione votata all’unanimità dalla 7° Commissione Cultura del Senato), ma lo stesso Ministro Bondi si è di fatto negato ad ogni incontro con le OO.SS che, nonostante le reiterate richieste, non hanno avuto neppure un cenno di riscontro. Questo purtroppo in perfetta continuità politica con i suoi predecessori Urbani e Buttiglione.
Quindi, è del tutto improprio che il Ministro parli di urgenza di riforme ”coraggiose” quando sono proprio i comportamenti e le scelte ministeriali che le impediscono.
Allo stato delle cose sono ben chiare, invece, le omissioni e le responsabilità dirette del Dicastero dei Beni e delle Attività Culturali che dimostrano la mancanza di un vero intento di rilancio culturale per il Settore, evidenziando esclusivamente mere ambizioni di potere.
Con questi presupposti non ci può certo confortare neppure quanto dichiarato sulla materia in questi giorni dal Sottosegretario Letta “abbiamo un patrimonio, che altri Paesi non hanno, e che deve costituire il fattore di stimolo e di spinta per la ripresa, per la crescita, per lo sviluppo”.
Per quanto sopra, oltre a rivendicare il diritto di ad un rinnovo contrattuale nazionale ormai scaduto da due anni (che la propaganda ministeriale vuole vecchio e impolverato mentre è proprio l’associazione datoriale che, a trattativa aperta, rifugge da ogni confronto serio di innovazione), le OO,SS
avvertono che non accetteranno riforme imposte dall’alto, senza un dovuto coinvolgimento di merito di tutte le parti sociali, che non siano fatte realmente nell’interesse della crescita e del mantenimento del patrimonio culturale del Paese.
Anzi, promuoveranno l’immediata mobilitazione dei lavoratori del Settore nelle più efficaci azioni di lotta e di denuncia anche a livello europeo ed internazionale.
Pertanto, nell’immediato, si dovranno attivare le segreterie territoriali per una significativa partecipazione di protesta di tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche al concerto previsto a Napoli in piazza Plebiscito il 17 luglio p.v.
Nella seconda decade di Settembre sarà riconvocato il coordinamento nazionale unitario per definire ulteriori percorsi ed iniziative di mobilitazione e di lotta sulle emergenze del Settore.
Roma, 8 luglio 2009
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC- CGIL FISTeL- CISL UILCOM- UIL FIALS- CISAL
S. Conti M. Giustini R. Catini E. Sciarra
R
FISTEL CISL NAPOLI
U